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In varie interviste è spopolata la domanda "is it better to speak or to die?", dove "speak" è inteso come esprimere i propri sentimenti, i propri pensieri, le proprie emozioni, tutto ciò che è nell'intimo di un essere umano, mentre "die" rappresenta la soppressione dei sentimenti, la perdita di una persona per le conversazioni mancate e non affrontate.
Ogni volta che vedo queste interviste ho il magone. Non perchè mi commuove la risposta della gente, ma perchè mi commuove la mia. Io, che ho terminato una relazione durata anni perchè per tempo, per giorni, mesi, ho preso la decisione "to die", perchè ho questa malattia dentro di me che non mi dà pace nell'esprimermi. Le persone ansiose sceglierebbero "speak" senza mai dubitare, ma io non sono ansiosa, io so collezionare i miei sentimenti e le mie emozioni, so ordinarli dentro di me, ogni tanto qualche scaffale cade e qualche bicchiere si rompe ma tengo tutto dentro la camera del mio cuore e della mia mente senza eccessive difficoltà.
Il mio ragazzo stava cambiando la mia natura. Anzi, l'ha cambiata. Anzi, l'ha capovolta per un breve periodo. Mi costringeva a parlare. A buttare fuori la mia anima. A tramutare in parole tutto ciò che pensavo. Mi analizzava come una radiografia e vedeva ogni mia piccola lesione, ogni addensamento. La mia scelta "die" diventava ogni giorno più pesante, sofferta, con sensi di colpa, la sentivo sempre più ingiusta nei miei confronti.
E quando un giorno decisi di parlare, a cadere non fu solo la relazione, ma anche il mio mondo interno. Ma come, io che ho sempre avuto un ordine perfetto, fragile, ma perfetto dentro di me, ho distrutto tutto per colpa di un ragazzo che non voleva prendersi la responsabilità di agire quando non volevo parlare? Lui che mi sapeva leggere benissimo, aveva proprio bisogno che io mi esponessi così tanto?
Io odio uscire le budella all'aria. E così "to speak" per me diventa la perdita di tutti i miei valori. Della mia persona. Di tutto ciò che per me è la dignità. In amore non c'è dignità, me ne rendo conto, ma l'annullamento di sè stessi è amore? Come posso amare un altro se non amo più me stessa? Come posso provare stima per la persona che mi ha fatto perdere la stima per me stessa? A cui ho dovuto mostrare una parte fragile, fragilissima, bambinesca della mia persona?
Non sono una che prova umiliazione, ma scegliere di parlare è stata l'azione più imbarazzante della mia vita.